Commissione Inchiesta Uranio; Continua l’ottimo lavoro della Commissione presieduta da On. Scanu: “cambio passo con riconversione poligoni”. “ la salute non è una variabile indipendente”.

Come Assodipro continuiamo a seguire con interesse e apprezzamento i lavori della Commissione inchiesta sui militari morti e malati causa Uranio, amianto. Dopo aver pubblicato vari resoconti, con un lavoro di approfondimento e informazione e proponendo anche i video integrali  sulle audizioni svolte a Roma, questa volta pubblichiamo quanto dichiarato alla fine della visita in Sardegna della Commissione inchiesta, presieduta da On. Scanu, presso Poligoni e aree militari. 
Bonifica e riconversione – in accordo con i sindaci e la Regione – ma non chiusura dei poligoni, almeno non in questo momento. 
Questo l'orientamento della Commissione parlamentare d'inchiesta sull'uranio impoverito alla fine della quattro giorni di audizioni e sopralluoghi nelle aree militari della Sardegna. Un dato su tutti: si abbatte il muro della Difesa che fino a ora era sembrato indistruttibile. 
Il mondo militare ha capito che non stiamo scherzando e che pretendiamo tutte le risposte che sono dovute al Parlamento“, ha spiegato il presidente della Commissione, Giampiero Scanu (Pd), nel corso di una lunga conferenza stampa in Prefettura a Cagliari. “La Difesa ha le idee chiare sul fatto che non esiste niente di intoccabile – ha chiarito il parlamentare sardo – che la salute non è una variabile indipendente, che chi si batte per affrontare principi sacrosanti non è un disturbatore“. 
Niente sarà più come prima, ha annunciato Scanu, “d'ora innanzi prevarrà un atteggiamento che tenderà all'affermazione di questi diritti”. Se non di chiusura, “si può invece parlare di mettere in discussione l'utilità degli stessi poligoni, soprattutto in considerazione delle dimensioni – ha chiarito il presidente – è possibile oggi che serva ciò che serviva nel 1956? Questo non è possibile perché sessant'anni dopo lo scenario internazionale è cambiato”. 
E l'uranio? C'è o non c'è? “Ciò che conta – ha detto Scanu – è che è obbligatorio riuscire a coniugare la salute e la tutela dell'ambiente con il lavoro: sembra strano ma i militari hanno un trattamento diverso rispetto a quello degli altri lavoratori. Noi chiediamo che la valutazione e il giudizio sulla malattia professionale non debba essere più affidato a istituti di tipo militare ma all'Inail, che è terzo e si occupa di milioni di cittadini italiani”. A proposito di tutela della salute, “c'è un ambito territoriale che ci aspettiamo venga bonificato subito, ed è quello della penisola Delta del poligono di Teulada”, ha indicato il numero uno della Commissione, la penisola interdetta, “della quale la commissione non vuole perdere nemmeno una zolla”. Anche in questo caso, la predisposizione dei militari è cambiata. 
“Nel 2012 ci fecero avvicinare a cinque chilometri, stavolta a poche centinaia di metri, da dove abbiamo potuto constatare che i lavori di caratterizzazione proseguono”, ha sottolineato Scanu. In mattinata, prima dell'incontro con i giornalisti, la commissione ha ascoltato il governatore Francesco Pigliaru e il presidente di Consiglio Gianfranco Ganau. Quest'ultimo si è detto certo che “serve un addendum al Patto per la Sardegna che scriva il piano per la progressiva diminuzione delle aree soggette a vincoli militari e la totale dismissione dei poligoni”. Pigliaru, invece, ha ribadito la necessità “di un riequilibrio della presenza militare”, citando alcune spiagge di Capo Teulada, Capo San Lorenzo, Capo Frasca e La Maddalena, e di una “riconversione in senso duale dei poligoni, penso a quello di Quirra Perdasdefogu che segue un percorso di profonda innovazione tecnologica”. Quindi una amara constatazione: “un aspetto che mi preme sottolineare – ha detto il presidente della Regione – è che se alcune opere di ripulitura e ripristino vengono svolte nelle zone a terra, niente è fatto negli specchi di mare, una situazione intollerabile”.

Tratto da sito regione Sardegna:  Pigliaru in audizione davanti alla Commissione uranio impoverito: “Massima attenzione su integrità ambiente. 
No a rischi e minacce per la salute” Sugli scenari legati alla riconversione dei poligoni in senso duale il presidente della Giunta ha dichiarato che “esistono potenzialità in Sardegna per le quali chiediamo l'impegno della Difesa e del Governo per investimenti in attività di ricerca e sviluppo. Sono attività che potrebbero creare proficue sinergie con i nostri centri di ricerca, penso al Crs4 e alle nostre Università, e con le realtà industriali presenti”.   CAGLIARI, 7 OTTOBRE 2016. “Puntiamo al riequilibrio e a una riconversione in senso duale dei poligoni che attenui l'impatto delle servitù militari e apra la strada ad attività diverse utili per i cittadini e per l'economia dei territori“. 
Lo ha detto il presidente della Giunta Francesco Pigliaru nell'audizione davanti alla Commissione d'Inchiesta sull'Uranio Impoverito, presieduta da Gian Piero Scanu, che si e soffermata nei giorni scorsi, nel corso delle visite nei poligoni sardi, sui temi della protezione della salute e dell'ambiente. 
“La Giunta si muove – ha dichiarato Pigliaru, già sentito dalla Commissione lo scorso 3 agosto – nel solco delle conclusioni della Seconda Conferenza nazionale sulle servitù militari e della mozione unitaria approvata dal Consiglio regionale nel mese di giugno del 2014. In un mondo in cui tutto cambia e si trasforma, solo la enorme dimensione delle servitù militari della Sardegna rimane immutata. E i problemi legati alla tutela e alla salvaguardia della salute e dell’ambiente sono sempre stati affrontati, sinora, nell’emergenza di un’indagine, dietro impulso della magistratura. È tempo di uscire da certe logiche e avere una visione di sistema.” 
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Sugli scenari legati alla riconversione dei poligoni in senso duale il presidente della Giunta ha dichiarato che “esistono potenzialità in Sardegna per le quali chiediamo l'impegno della Difesa e del Governo per investimenti in attività di ricerca e sviluppo. Sono attività che potrebbero creare proficue sinergie con i nostri centri di ricerca, penso al Crs4 e alle nostre Università, e con le realtà industriali presenti”. 
“Non vi deve essere alcun dubbio sull'integrità dell'ambiente e sull'assenza di rischi e di minacce per la salute”, ha aggiunto il presidente Pigliaru. “Nei Poligoni, lo avete visto direttamente, sono necessarie attività di caratterizzazione e laddove necessarie devono essere avviate le attività di bonifica e messa in sicurezza. E’ necessario restituire in maniera trasparente le informazioni a chi vive e lavora dentro e attorno ai Poligoni, a chi vi vorrebbe trascorrere le proprie vacanze e a chi intende consumare i prodotti dei luoghi. Il Presidente della Regione ha ribadito “la necessità di istituire Osservatori ambientali che siano indipendenti, perché è necessaria una chiara distinzione tra organo controllato e organo controllante, e su questo punto la Giunta è disposta a fare la sua parte attraverso l'Arpas.” Il Presidente ha poi portato l’attenzione sulle zone marine: “le attività di analisi e di intervento ambientale non si devono limitare alle aree militari di terra, ma anche ai tratti di mare. Voi sapete che in Sardegna oltre 80 km di costa non sono accessibili ad alcuna attività produttiva, nelle zone demaniali e soggette servitù, infatti, sono interdette per la gran parte dell’anno le normali attività umane ed economiche, comprese quelle di ancoraggio e pesca. Sono tratti di costa e di mare dove per decenni si sono svolte attività militari anche molto intense. Il mare per troppo tempo è stato il “naturale” deposito di quanto sparato”, ha sottolineato Pigliaru. “Se, e così ci risulta, alcune opere di pulitura e ripristino vengono svolte nelle zone a terra, niente è fatto negli specchi di mare. Una situazione che deve assolutamente essere migliorata”. 
Francesco Pigliaru, nel ringraziare la Commissione per l'importante lavoro svolto in questi giorni, ha richiamato infine proprio la mozione approvata dal Consiglio regionale che ha sancito “il preminente interesse alla tutela della salute e dell'ambiente, nonché il diritto delle popolazioni e dei lavoratori dei poligoni ad essere informati circa gli impatti delle attività addestrative“. 
In precedenza la Commissione aveva ascoltato gli assessori dell'Ambiente Donatella Spano e della Sanità Luigi Arru e il direttore dell'Arpas Alessandro Sanna.

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