Diritti civili dei militari italiani: interviene Euromil.

Euromil , l'organizzazione europea che rappresenta 37 associazioni e sindacati militari di 25 Paesi dell'Unione, “si rammarica fortemente, disapprova e condanna” l'uso dello strumento disciplinare nei confronti di quei militari che con coraggio e spirito di iniziativa cercano di promuovere una maggiore democraticità all'interno della compagine militare. “EUROMIL – si legge nella nota – si rammarica che l'Italia ancora proibisca ai Suoi soldati l’esercizio del diritto di costituzione e di iscrizione a sindacati ed associazioni professionali, un diritto peraltro riconosciuto da molti altri paesi Europei”.Gli uomini e le donne – continua il comunicato -, che hanno scelto di servire il loro paese in divisa, devono sempre poter pensare di ricevere in cambio un giusto trattamento, essere stimati e rispettati come tutti gli altri cittadini. Le Associazioni ed i Sindacati membri di EUROMIL sono impegnati nel principio del cittadino 'in uniforme'. Come tale, un soldato è autorizzato a godere degli stessi diritti e con gli stessi obblighi di un qualunque altro cittadino”. “Inoltre, EUROMIL è stata informata che sono state avviate azioni disciplinari contro Vincenzo Bonaccorso, Presidente Onorario della Pastrengo, in conformità agli articoli 65 e 66 del regolamento di disciplina militare. È accusato di aver violato l’articolo 8 e l’art. 12, comma 2, delle norme di principio sulla disciplina militare (Legge 382/1978) per aver partecipato a due conferenze organizzate da EUROMIL a Bruxelles (a novembre 2009) ed a Berlino (a marzo 2010) come pure per aver rappresentato la Pastrengo ad una conferenza organizzata dalla Pastrengo e dal Partito per gli Operatori della Sicurezza e della Difesa (PSD) a Palermo (a maggio 2010)”. Euromil, nell'elencare una moltitudine di documenti e trattati intenazionali “legalmente vincolanti” che garantiscono il godimento dei diritti civili al personale delle Forze armate, “richiede con forza al Governo Italiano, al Capo di Stato Maggiore della Difesa Italiano, al Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, quali rappresentanti di un paese libero e democratico, di fermare immediatamente tutti i procedimenti disciplinari o giudiziari avviati contro i membri delle Associazioni Militari in Italia.

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