FALCO ACCAME : Gravi carenze nella relazione della commissione inchiesta del Senato su Malattie e Decessi di Militari

*Commissione parlamentare d'inchiesta sui casi di morte e di gravi malattie che hanno colpito il personale italiano impiegato all'estero, nei poligoni di tiro e nei siti in cui vengono stoccati munizionamenti, in relazione all'esposizione a particolari fattori chimici, tossici e radiologici dal possibile effetto patogeno, con particolare attenzione agli effetti dell'utilizzo di proiettili all'uranio impoverito e della dispersione nell'ambiente di nanoparticelle di minerali pesanti prodotte dalle esplosioni di materiale bellico e a eventuali interazioni
Non è stato individuato il numero dei casi di persone gravemente ammalatesi per possibile contaminazione da uranio impoverito (e altri fattori). Resta enorme l’incertezza dell’entità quantitativa del fenomeno che è passata dai 28 casi della Commissione Mandelli, ai 312 annunciati dal Ministro pro-tempore Parisi, ai 2536 specificati nel 2007 dalla Sanità Militare (dati peraltro riguardanti solo i militari in servizio e non i civili e militari in congedo). In particolare non è stato individuato il numero dei casi di bambini nati con malformazioni. 
Non sono state individuate le responsabilità in relazione: a) alle mancate informazioni al personale circa il pericolo da “fuoco amico” (uranio & C.), b) alla mancata attuazione di misure di protezione; c) alla mancata informazione al personale dipendente da parte dei distretti militari ed enti consimili sulla normativa esistente per i risarcimenti e sui termini di scadenza delle domande (causa del fatto che moltissime persone non hanno chiesto in tempo debito i risarcimenti). 
Non è stato chiarito il perché non sia stata effettuata la bonifica in profondità nei poligoni (proiettili interrati), ma solo la bonifica in superficie lasciando così nei poligoni zone a grave rischio di inquinamento e non sono state trattate le problematiche relative ad uccisioni di bestiame e macelleria nei poligoni e alla individuazione dei pozzi inquinati.
Non sono state applicate misure di protezione per il personale di bonifica e sgombra-bossoli nei poligoni e perché non si sia potuta effettuare la bonifica di intere aree in Sardegna, come quella di Porto Scuso, aree rimaste permanentemente interdette e ad alto rischio.
Non è stata realizzata da parte del Cisam (nuclei NBC) la localizzazione dei 10 mila proiettili all’uranio impoverito lanciati in Bosnia, fatto che ha inciso sulla sicurezza del personale.
Non è stato individuato il perché non è stato ritrovato l’uranio impoverito in corpi di militari mentre ciò è stato possibile ad esempio in Francia. Vedi il caso del militare Ludovic Acaries (rinvenibile sul web).
Non è stato completato il monitoraggio previsto per i reduci, stabilito dalla Commissione Mandellli e dall’accordo Stato-Regioni, creando così gravi carenze nella conoscenza complessiva del fenomeno.
Non sono state fornite informazioni circa i risultati delle ispezioni ordinate dalla Commissione d’Inchiesta alla Polizia Giudiziaria nella scorsa legislatura (da effettuare nei distretti per l’accertamento di altri casi di malattia in precedenza non emersi).
Non sono stati spiegati i motivi del diniego del risarcimento della “speciale elargizione” di circa 200 mila euro nei riguardi di personale deceduto e ammalato (che peraltro, in alcuni casi del tutto consimili, è stato eseguito).
Non è stato o individuato il personale sanitario che ha somministrato in modo erroneo vaccini ai militari e non è stato ammonito.
Non è stato spiegato il perché nei risarcimenti è stata presa in considerazione solo la condizione di “causa di servizio” e non la condizione di “permanenza in servizio”, stabilita dalla L. 308/81 e non è stato sanzionato chi ha commesso gravi errori di valutazione.
Non è stato chiarito il perché possano continuare a sussistere opposte valutazioni sulla pericolosità delle nanoparticelle (tali particelle sono state considerate come pericolose nella Legge Finanziaria 2008, e invece sono state considerate come non pericolose dalla Sanità Militare (v. Conferenza presso il CNR del 2 ottobre 2011) e ciò ha creato grande incertezza nel conferimento dei risarcimenti.
Non è stato chiarito il perché del risultato del tutto deludente del piano Signum (che anzi è stato segretato) e che era stato presentato come un evento di rilevanza epocale.
(^ In attesa di una più completa analisi delle duecento pagine della Relazione finale, la quale purtroppo non è stata distribuita in anticipo in bozza e quindi non è stata potuta essere oggetto di commenti preventivi) .
NEGATO A CENTINAIA DI VITTIME PER URANIO IMPOVERITO E ALTRI AGENTI PATOGENI 
IL PREMIO ASSICURATIVO
Da un’indagine promossa dall’Anavafaf sui casi di vittime per possibile contaminazione da uranio impoverito e altri agenti patogeni, riguardante il personale inviato all’estero (personale per il quale è dovuto il premio assicurativo – vedi ad esempio quanto disposto dalla L. 428/96 ) è emerso che tale premio (corrispondente a circa 10 annualità di stipendio) non è stato attribuito.
Tutto il personale all’estero è assicurato anche da danni relativamente minori come possono essere quelli derivati da punture d’insetto e intossicazioni da cibo. Viceversa, per le intossicazioni da uranio impoverito e altri metalli pesanti (intossicazione di natura chimica e fisica) (e, per l’uranio impoverito, anche di natura radiologica) non è stata prevista l’attribuzione del premio assicurativo (almeno per tutte le persone su cui ha potuto eseguire un controllo).
La questione, di eccezionale gravità, è stata posta più volte in passato all’attenzione delle autorità responsabili senza peraltro aver mai avuto una risposta. Anche la Commissione d’Inchiesta del Senato sull’uranio impoverito e altre patologie, nella sua Relazione conclusiva, non ha fornito alcuna risposta.
Lo scrivente (vedi ad esempio comunicato DIRE 05/07/2004) aveva reso noto che i nostri soldati (impiegati in Bosnia) “non hanno strumenti adatti a rilevare la contaminazione da uranio impoverito e sono stati esposti alle malattie senza che la copertura assicurativa ne tenga conto”. 
Lo scrivente ritiene che il premio assicurativo debba essere attribuito non solo a chi va in missione all’estero, ma anche a chi opera nei poligoni ed è esposto ad analoghi rischi.
Con questa nota lo scrivente vuole dare notizia a tutti gli eventuali interessati alla questione e chiede l’intervento del Ministero della Difesa e della Presidenza del Consiglio affinché venga, finalmente, affrontata una problematica messa sotto silenzio che ha procurato grandissimi danni economici a vittime e familiari delle vittime in caso di decesso, che avevano pieno diritto al riconoscimento del premio assicurativo.
Falco Accame  Presidente Anavafaf
All’art. 2, punto 6) si legge: 6. In caso di decesso del personale militare di cui al presente articolo per causa di servizio, connesso all'espletamento della missione nella “ex” Jugoslavia, si APPLICA L’ARTICOLO 3 DELLA LEGGE 3 GIUGNO 1981, N. 308. In caso di invalidita' dello stesso personale per la medesima causa, si applicano le norme in materia di pensione privilegiata ordinaria di cui al testo unico delle norme sul trattamento di quiescenza dei dipendenti civili e militari dello Stato, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 1973, n. 1092. Tali trattamenti previsti per i casi di decesso e di invalidita' si cumulano con quello ASSICURATIVO di cui al comma 1, nonche' con la speciale elargizione e con l'indennizzo privilegiato aeronautico previsti, rispettivamente, dalla legge 3 giugno 1981, n. 308, e dal regio decreto-legge 15 luglio 1926, n. 1345, convertito dalla legge 5 agosto 1927, n. 1835, e successive modificazioni ed integrazioni, nei limiti stabiliti dall'ordinamento vigente.)

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