La Rappr. Militare dell’ Aeronautica, Presieduta dal T.Col. Bottacchiari, dà voce chiaramente ai Militari. SINDACATO PER I MILITARI. “Politica Indifferente e insensibile con i Militari”.

A cura di Assodipro Roma

Il T. Col Guido Bottacchiari , presidente CoIR Logistico e vice presidente CoCeR AM, ha presieduto un Assemblea di Delegati AM settore logistico e nella quale è stato prodotto il documento che vi proponiamo così come è stato votato dai delegati. Ecco il testo INTEGRALE del Documento Politico Programmatico : “ L’Assise dei delegati COBAR e COIR del Comando Logistico provenienti da tutta Italia, in rappresentanza di oltre 11.000 (undicimila) uomini e donne della Forza Armata, si è riunita a Villafranca (VR) nei giorni 29 e 30 aprile per affrontare le tematiche che attengono le condizioni economiche e sociali dei militari, discutendo e approvando i seguenti indirizzi politico- programmatici consegnati ad una delegazione del COCER presente ai lavori. 
RIFORMA DELLO STRUMENTO DI RAPPRESENTANZA L’Assise ha preso atto dell’indifferenza e insensibilità dimostrata dalle istituzioni nelle riforme sociali riguardanti il “lavoratore militare” degli ultimi anni (pensioni, fondi pensione, blocchi stipendiali, carriere, condizioni logistiche, ristrutturazioni/chiusure, riduzioni del personale). Quando avvenute queste ultime hanno colpito il personale militare fortissimamente ed in maniera sproporzionata rispetto alla restante parte del pubblico impiego, come nel caso del blocco stipendiale. È evidente inoltre, l’inadeguatezza normativa rispetto ai temi della tutela della salute del personale militare con particolare riferimento ai colleghi colpiti da gravi patologie riferibili all’esposizione all’uranio, all’amianto, al radon e dagli effetti derivanti dalla massiva somministrazione di vaccinazioni per l’impiego in teatro operativo ed in campo nazionale. Considerata la evidente inadeguatezza dello strumento della Rappresentanza Militare, in linea con le decisioni assunte negli ultimi 10 anni nelle assemblee generali di Loreto, Borgo Piave e Caserta, la Rappresentanza in “Azzurro” torna a chiedere il pieno riconoscimento dei diritti costituzionali propri di tutti i cittadini, ivi inclusi i diritti sindacali e di sciopero alla luce anche delle numerose convenzioni comunitarie, da ultima la Carta sui diritti fondamentali dell’uomo approvata dalle istituzioni europee a Nizza e recepita anche nel Trattato di Lisbona. BLOCCHI STIPENDIALI L’Assemblea ha discusso e valutato le pesanti e inaccettabili sperequazioni che si sono create con il blocco degli assegni fondamentali ed accessori, rilevando oltretutto l’incoerenza governativa dimostrata nell’ambito del pubblico impiego (ad esempio rispetto agli insegnanti, ai dipendenti della Banca d’Italia, di altri organi istituzionali ed ai magistrati) cui si sono aggiunte disparità di trattamento economico già esistenti nell’ambito del comparto difesa e sicurezza. Tali blocchi non sono infatti semplicemente riferiti al mancato rinnovo contrattuale e agli automatismi salariali ma nel caso di attribuzione di mansioni/responsabilità superiori conseguenti a promozioni o al raggiungimento di anzianità di servizio, anche al trattamento economico corrispondente all’effettiva mansione espletata, ciò in aperto contrasto con quanto previsto dalla Costituzione ed in palese difformità con quanto avviene negli altri comparti del pubblico impiego; una specificità al contrario
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Ha pertanto preso atto della totale assenza di volontà politica di dare attuazione al criterio di specificità  giuridicamente già riconosciuta dal Parlamento, rilevando altresì la necessità che ai militari siano da subito ripristinate le indennità connesse al proprio stato giuridico. In particolare dovranno essere assunte immediate azioni volte a ripristinare l’assegno di funzione, l’omogeneizzazione stipendiale e il trattamento economico dipendente dalle promozioni. Tale stato di fatto comporta negli operatori della Difesa un forte senso di frustrazione e di diffidenza rispetto alle Istituzioni che mette a rischio la funzionalità e l’operatività delle stesse Forze Armate che solo, l’alto senso della responsabilità, del dovere e della fedeltà al giuramento hanno scongiurato finora
CARRIERE L’Assise ha dapprima constatato la totale indifferenza dimostrata negli anni dalla politica, dagli Stati Maggiori e dalle Commissioni di Avanzamento in merito alla problematica della promozione al grado di Primo Maresciallo, con riguardo particolare alla mancata considerazione dell’anzianità di servizio e all’assenza di trasparenza (anche nell’avanzamento a concorso) e di criteri di valutazione uniformi. Si è preso atto inoltre delle disparità esistenti nei meccanismi di avanzamento delle diverse Forze Armate. Sono stati successivamente discussi anche i problemi di avanzamento delle altre categorie rappresentate e per quanto riguarda il ruolo sergenti e graduati si è evidenziata la inaccettabile limitazione delle prospettive di carriera, la stagnazione ultraventennale nei gradi apicali e le sperequazioni createsi nei confronti dei militari arruolatisi con la legge 958/86. L’Assemblea nel constatare, quindi, il totale fallimento del riordino approvato con il D.lgs. 196/1995, ha ritenuto di proporre il ritorno all’avanzamento antecedente alla riforma, ovvero l’unificazione di tutti i ruoli dei Sottufficiali e dei Graduati e le modalità di avanzamento e progressione di carriera già previste dalla legge 212/1983. L’assise inoltre auspica fortemente che nella definizione dell’ipotizzato riordino dei ruoli e delle carriere venga finalmente introdotto il principio della c.d. “carriera aperta” sul modello americano ove sia data sostanza al principio meritocratico attraverso la valutazione dei titoli e delle professionalità acquisite dal singolo a prescindere dalla sua iniziale provenienza.

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