Mario CIANCARELLA verso la riabilitazione ed il reintegro dopo la cacciata dall' Aeronautica con una firma falsa di Pertini. Assodipro molto soddisfatta.

(ANSA) – ROMA, 12 NOV – Il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, ha dato mandato agli uffici di procedere al reintegro del capitano Mario Ciancarella, al momento della strage di Ustica capitano pilota dell'Aeronautica militare e, nel 1983, dopo la stessa strage, radiato con un decreto che porta la firma falsa del presidente della Repubblica Sandro Pertini, come è stato dimostrato dal tribunale di Firenze quest'anno. A darne notizia sono il vicepresidente della Commissione Antimafia, Claudio Fava, il deputato Pd, Davide Mattiello, delle Commissioni Giustizia e Antimafia. “Sono molto soddisfatto, ma l'impegno dei miei ultimi 33 anni non finisce qui. Mi attendo – ha detto Ciancarella all'ANSA – altrettante risposte di verità e giustizia per le morti Marcucci, Dettori e Scieri, visto che la mia radiazione, falsa, serviva a screditare un testimone scomodo”. 
Assodipro ROMA, Chi è Mario CIANCARELLA ( in foto)Tratto da articolo de il Tirreno di Giulio Fontani : “Ciancarella fu tra i protagonisti del  movimento dei militari democratici
Il Sessantotto aveva invaso le università e le piazze, ma non era entrato nelle caserme. Il movimento dei militari democratici spuntò in tutta Italia, ma a Pisa, intorno ai sottufficiali della 46a aerobrigata, ebbe il suo nucleo più battagliero. Uno dei pochi ufficiali che lo sostenne fu Mario Ciancarella, un altro il tenente colonnello Sandro Marcucci. Non sognavano la rivoluzione ed erano entrambi cattolici praticanti. Ciancarella andò incontro a 11 procedimenti giudiziari, che poi furono riuniti in due processi davanti ai giudici del tribunale militare di Spezia. I processi. Tra denunce, arresti e detenzioni a Forte Boccea, Ciancarella continuò la sua battaglia di democrazia. I giudici militari lo assolsero entrambe le volte, ma ormai la carriera del giovane capitano era stroncata. Anzi infamata. 
Questa prolungata vertenzialità servì come motivazione per un decreto di espulsione dall'arma firmato dal presidente della Repubblica Sandro Pertini. Un decreto che per anni nessuno vide
L'incontro con Pertini. Chi scrive questa note biografiche fece diversi tentativi di vedere il decreto firmato da Pertini. Ma inutilmente. Il comandante generale della base, generale Ugo Tonini, disse di averne avuto notizia con un telex dello Stato Maggiore, ma ammise di non averlo mai visto. Tuttavia, qualche anno dopo, il decreto comparve, con la firma S. Pertini. Ma nel frattempo il presidente era deceduto. I dubbi erano molti anche prima di questa circostanza. Ciancarella aveva incontrato Pertini, al Quirinale, insieme a una delegazione di militari. Erano i tempi degli scioperi dei controllori di volo e si parlava di smilitarizzazione. Pertini licenziò dalla sala i suoi collaboratori, prese un foglio intestato e ne consegnò una metà a Ciancarella. «Non ne parli più con nessuno, salvo che con la persona che si presenterà a lei con quest'altra metà del foglio» disse il presidente-partigiano. Pochi mesi dopo, a chiedere altre notizie a Ciancarella, si presentò, con quella carta di riconoscimento, il presidente dell'Anpi Arrigo Boldrini. Si incontrarono all'hotel Jolly di La Spezia. Dunque Pertini decretò l'espulsione di quel suo segreto e protetto confidente? ( NOTA ASSODIPRO: OGGI I FATTI ED UN TRIBUNALE HANNO DIMOSTRATO CHE LA FIRMA DI PERTINI ERA FALSA E BENE FA' IL MINISTRO DIFESA PINOTTI A CHIEDERE IL REINTEGRO DEL Cap. CIANCARELLA) 
La strage del monte Serra e la strage di Ustica…. CONTINUA IN LEGGI TUTTO
La strage del monte Serra. Prima della radiazione Ciancarella visse i giorni terribili della strage del monte Serra, dove si schiantò un Hercules con i cadetti dell'Accademia di Livorno e un equipaggio della 46aaerobrigata. Secondo pilota di quel velivolo era il capitano Antonio Murri, rientrato quella mattina da un lungo periododi aspettativa e «bocciato» all'esame di idoneità al volo (obbligatorio dopo un certo periodo di riposo) per non aver riconosciuto alcuni luoghi a terra durante un volo a vista. Glielo confessò lui stesso, quel giorno,a mensa. 
Ma nonostante quella «bocciatura», Murri nel pomeriggio faceva parte dell'equipaggio e perse la vita, come gli altri, sulle pendici del Serra.Ciancarella denunciò il fatto ma tentarono di screditarlo dicendo che quel giorno non era neppure presente in aeroporto. Tentativo fallito perché un diligente maresciallo dei carabinieri,nell'apporre i sigilli agli armadietti delle vittime,scrisse di aver compiuto quell'operazione,lo stesso giorno,insieme al capitano di ispezione Mario Ciancarella. 
La strage di Ustica. Ciancarella fu ascoltato dal giudice Rosario Priore e dalla commissione parlamentare sulle stragi. Non aveva testimonianze da portare, ma solo un'ipotetica ricostruzione degli avvenimenti. Una teoria a lungo meditata con l'amico e collega Sandro Marcucci, nel frattempo dimessosi dall'aeronautica. Secondo questa ricostruzione quella sera avvenne un combattimento aereo teso a simulare l'abbattimento del Dc-9 Itavia da parte di un Mig libico,provocando nell'opinione pubblica mondiale uno sgomento che avrebbe consentito nei giorni successivi alla Saratoga,alla fonda a Napoli, di liquidare una volta per tutte la questione libica. Priore non la ritenne credibile e definì Ciancarella«portatore inconsapevoledi informazioni non veritiere». La morte di Marcucci. L'ex tenente colonnello Sandro Marcucci morì, su piccolo aereo antincendio, precipitando sulle pendici di Campocecina.Velivolo abbattuto dal vento,secondo la versione ufficiale. Ciancarella ha lavorato a lungo per far riaprire l'inchiesta e dimostrare, al contrario, che si trattò di un attentato, compiuto con una bomba al fosforo collocata vicino al cruscotto. Marcucci sarebbe stato ucciso perché ormai molto vicino alla verità su Ustica. La stessa che Priore non ha accettato. Anche se poi non ne ha trovate di più credibili. 

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