Mario Mauro: In Italia taglia 33 mila militari e all’estero è il primo testimonial degli F35.

*«To love peace you must arm peace. F35 does that»  – Per amare la pace devi armare la pace, l`F35 lo fa.   
Come slogan pubblicitario è suggestivo. Il testimonial per promuovere il Controverso caccia-bombardiere, è il ministro della Difesa italiano.   Il volto di Mario Mauro, e quella frase virgolettata, campeggiano in testa a un elenco di sponsor stranieri. Ce li mostra,in una Proiezione per la stampa a NewYork,il produttore: Lockheed Martin, colosso dell`industria bellica americana
 I dirigenti della LockIleed hanno organizzato uno show di lusso, include la simulazione di volo in un cockpit (cabina di pilotaggio) virtuale dell`aereo militare. L`F35 “promosso” tramite la stampa come se fosse un nuovo modello di automobile. In realtà la Lockheed sa che i suoi unici clienti sono i governi. E da tempo l`F35 è incappato in turbolenze, non atmosferiche bensì politiche. A cominciare dal suo mercato più grosso,cioè gli Stati Uniti. Molto più delle resistenze che incontra in Italia o in altri paesi alleati, questo aereo ha un esordio difficile presso il committente numero uno che è il Pentagono (dovrebbe comprare 2.400 “joint fight striker jet” nelle tre versioni, per un costo di 392 miliardi di dollari). Stephen O `Bryan, vicepresidente della divisione Lockheed Martin intitolata F35 Program Integration and Business Deveiopment, fa un accenno indiretto a queste difficoltà, esordisce dicendo che «già 85 apparecchi volano regolarmente, hanno accumulato 10.000 ore d ivolo, non si tratta certo di un aereo di carta».  La sua è un`allusione alle critiche degli esperti americani, che hanno rilevato i numerosi problemi tecnologici di questo aereo da combattimento in forte ritardo sulla tabella di marcia. Oltre ai dubbi sulla qualità del prodotto, più gravi sono le riserve sui costi, già lievitati del 70% rispetto alle stime di partenza. Anche su questo 0`Bryan fa un accenno pudico: «Si è parlato di 2OOmilioni per apparecchio ma quello era il costo dei prototipi, fabbricandoli su vasta scala il costo sta crollando, nel 2018 saranno 85  milioni di dollari ciascuno». Troppi comunque: cosi ha stabilito la Casa Bianca, che nel budget del Pentagono è già intervenuta con la scure. Barack Obama ha colto l`occasione nei defatiganti negoziati coni la destra repubblicana sul deficit pubblico. Concordando con l`opposizione il meccanismo del sequester, tagli automatici della spesa pubblica, ha esteso l`austerity al Pentagono.  Il programma degli F-35 ne ha subito i contraccolpi.  Il generale responsabile per questi acquisti, Christopher Bogdan, in un momento di tensione sull`escalation di costi arrivò a definire le relazioni con Lockheed «le peggiori cheio abbia mai visto, e ne ho viste di pessime».   È in questo contesto che Lockheed ha cominciato a fare leva sui clienti stranieri: nove paesi in tutto, fra cui Italia Inghilterra Israele Giappone Olanda. I giornalisti della stampa estera sono stati invitati a pilotare virtualmente il jet come fosse un videogioco. Il marketing bellico esaltale ricadute tecnologiche sull`indotto industriale dei paesi partner. E quella frase di Mauro spicca tra gli slogan che Lockheed spera di giocarsi nella trattativa con Washington.

*Tratto da articolo di Federico Rampini ( Il Ministro Mauro testimonial degli F35 )  per Repubblica

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