PROCESSO MARINA AMIANTO A PADOVA. AMMIRAGLI AL BANCO DEI TESTIMONI NEL PROCESSO MARINA MILITARE, DICHIARAZIONI SCONCERTANTI. Assodipro parte civile al Processo .

Esclusiva Assodipro.

A cura di Assodipro Padova per Assodipro Nazionale

DICHIARAZIONI SCONCERTANTI: “LA SICUREZZA DEL PERSONALE MILITARE FA PARTE DI QUEL CORREDO CROMOSOMICO, QUELLA FORMA MENTIS PER CUI SE C’E’ UN PROBLEMA DI SALUTE SI INTERVIENE SUBITO”

“NEL 1990, UNA PRIMA ATTIVITA’ DI MAPPATURA DELLA PRESENZA DELL’AMIANTO NELLE NAVI VENIVA FATTA DALLO STESSO EQUIPAGGIO DELLA NAVE, CHE ERA PERFETTAMENTE A CONOSCENZA DELLA PERICOLOSITA’ DELLO STESSO”

Si è celebrata ieri mattina  l’udienza a carico dei vertici della Marina Militare accusati di omicidio colposo plurimo e lesioni colpose plurime per non aver tutelato il personale militare a bordo e a terra dall’esposizione di amianto. Sono stati interrogati Ammiragli, direttori di Arsenale La Spezia e Arsenale di Taranto, testimoni indicati dalle Difese degli imputati e del Responsabile Civile Ministero della Difesa.L’Ammiraglio Massagli, citato per riferire sulla programmazione finanziaria del Ministero della Difesa, ha riferito che, per quanto a sua conoscenza, è stata fatta una mappatura sulla presenza di amianto di tutte le navi della flotta italiana e di tutti gli arsenali nel 2007/2008 e, successivamente, è stato destinato un capitolo di spesa per la bonifica delle navi; il teste ha precisato che anche prima vi erano dei fondi per le bonifiche ma inseriti all’interno di voci non meglio precisate.Il teste ha, poi, riferito di non ricordare capitoli di spesa relativi alla sorveglianza sanitaria, alla sicurezza del personale, a spese di esercizio per misure di protezione né ricorda capitoli di spesa vincolati alla legge che vieta l’amianto del 1992.Sconcertante la dichiarazione del testimone: “LA SICUREZZA DEL PERSONALE MILITARE FA PARTE DI QUEL CORREDO CROMOSOMICO, QUELLA FORMA MENTIS PER CUI SE C’E’ UN PROBLEMA DI SALUTE SI INTERVIENE SUBITO”.

Il teste peraltro non ha spiegato come mai se la legge che vieta l’amianto è del 1992 (e la conoscenza della sua pericolosità risale quantomeno agli anni’60) si è cominciata la predetta mappatura solo nel 2007/2008 !Ancora, il teste, a domanda della difesa Assodipro se le navi continuassero a navigare durante l’attività di mappatura, ha spiegato che si vi era pericolo di dispersione amianto venivano fermate per il confinamento dell’amianto ove possibile o per la sua totale rimozione.Ma si sta parlando, a dire dello stesso teste, di 167 navi.

E’ verosimile che fossero fermate 167 navi per la mappatura?

Come era possibile il confinamento dell’amianto se all’interno delle navi vi era amianto ovunque?

L’Ammiraglio Nascetti ha precisato, viceversa, che l’attività di mappatura di una nave prosegue per molti anni e non esclude che a tutt’oggi non sia ancora terminata così come l’attività di bonifica.

Infine il teste Riva ha riferito che l’amianto era dappertutto e che nel 1990 venne fatta una mappatura delle navi.

Da non credere: il testimone ha riferito che, nel 1990, una prima attività di mappatura veniva fatta dall’equipaggio della nave, che era perfettamente a conoscenza della pericolosità dello stesso !

Testimoni contraddittori tra loro e con le risultanze processuali emerse nel corso dell’intero processo.L’udienza è stata rinviata al 13 marzo per sentire gli altri testimoni delle Difese degli imputati e del Ministero della Difesa.

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